Archivio per la categoria ‘customer satisfaction’

Più volte ho trattato il tema dei contenuti e di come sia fondamentale avere qualità all’interno delle nostre comunicazioni. E sappiamo anche che tutto ciò costa fatica e tempo. Vi avevo anche parlato di quanto è bene comunicare sui vari network.

Quindi, sensibile a questo argomento, vi propongo la lista che ho trovato sul sito di Hubspot che sintetizzo ma che vi invito ad andare a leggere in modo approfondito.

Ricordate infine che ciascuno ha un suo metodo, un suo stile e ogni consiglio va poi adattato ad ogni singola situazione.

8 punti per migliorare la vostra qualità dei contenuti:

  1. Controllate i fatti – le informazioni che date all’esterno vanno verificate al fine di mantenere alta la vostra reputazione
  2. Includete dei dati a supporto della teoria – sempre meglio far capire intorno a cosa si fondano le vostre convinzioni. Se avete dei dati meglio condividerli. Anche in questo caso…occhio alla fonte dei vostri dati.
  3. Usate degli esempi per sostenere la vostra tesi – come per il caso sopra, fate degli esempi concreti in modo da meglio far capire come mai voi la pensate in un modo piuttosto che in un altro. Le case history sono sempre ottimi contributi.
  4. Utilizzate delle illustrazioni, dati visivi – aggiungerei anche di utilizzare delle infografiche  che sono poi facilmente condivisibili e interpretabili.
  5. Cercate pareri di esperti e leader in materia – anche in questo caso non è semplice poter dire che una fonte è più autorevole di un’altra, ma certo è che avere il parere di un esperto in una materia rende il vostro articolo più interessante e rispettoso.
  6. Abolite l’uso del gergo – in questo caso mi sento di suggerire che dipende sempre dal tipo di comunicazione e audience a cui vi rivolgete. Se avete un blog scientifico, ovviamente non potete non utilizzare termini tecnici, ma potrete sempre spiegarli in seguito. Vale comunque la regola che più siete chiari e semplici nell’esposizione e maggiori saranno i vostri lettori.
  7. Curate l’aspetto grafico ed estetico – anche l’occhio vuole la sua parte. Usare caratteri giusti, spaziature, e immagini aiuta a rendere un articolo più leggibile anche se ricco di contenuti.
  8. Fatevi aiutare da un editor e un correttore di bozze - non siamo tutti grandi scrittori, e qualche errore di battitura scappa. Allora oltre ad avere qualcuno che ci corregga le bozze, meglio anche avere qualcuno che sappia fare bene il lavoro dell’editor, che curi la parte editoriale del vostro blog.

marketingandoHo sempre adorato la rappresentazione delle analisi in modo grafico e le infografiche sono ad oggi il mezzo più scenico e attrattivo.

Se fatte bene hanno un appeal maggiore e attirano l’attenzione sui dati che vogliamo mostrare. Senza poi escludere il fatto che sono facili da condividere via social, Pinterest, Fb, Tw…

Io uso i programmi di grafica ma ho scoperto che è possibile farle anche attraverso Power Point. L’aiuto ci viene dato da Hubspot.

“In this post, we’ll highlight some PowerPoint infographic creation basics as well as four of the infographic templates from the download that explain how to easily create infographics in PowerPoint (how meta, right?). Just be sure to download the PowerPoint templates for yourself so you can easily customize the designs you see below!”

Quindi non vi resta che collegarvi al link e scaricare il vostro template. Aggiungete poi creatività e gusto e il gioco è fatto!

In questi giorni avrete sentito parlare della polemica sulle carni equine contenute segretamente negli alimenti. Tra i più colpiti colossi come Findus, Tesco, Burger King…Presa dalla curiosità sono andata a vedere come si sono districati da questa situazione sui social media.

marketingandoEd ecco cosa ho trovato.

Dalla pagina Fb di Findus si legge un commento piuttosto sterile da parte dell’azienda.

Nessuna scusa…molto impersonali.

Rimanda ad un comunicato istituzionale…fanno una cronaca di cosa è successo.

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Sulla Pagina FB di Burger King, non ho trovato nulla benchè l’articolo de “The Guardian” parli di commenti e lo stesso vale per Twitter.

Che abbiano cancellato tutto?

(more…)

Molto spesso chi inizi un’attività sui social si chiede ma quante volte devo aggiornare il mio contenuto? Quanto spesso devo pubblicare contenuti? Quando diventa troppo? Come si fa a trovare il tempo per pubblicare?

La risposta, che tutti odiano sentire, è “dipende”…dal canale che si usa e per condividere il contenuto.

Vi darò alcuni suggerimenti.

Blog: Necessario almeno un messaggio settimanale. Si possono scrivere messaggi autentici o di terze parti, vale la regola che se si riesce a fare un mix tra i due, i contenuti risultino più interessanti. Ovviamente se si hanno contenuti interessanti, aumenta anche il seguito e la necessità di essere presenti e comunicare.

Newsletter, Email: Dipende. Un consiglio è quello di verificare con il nostro odience quanto vogliono essere informati. Spesso trovate scritto: volete ricevere la mail o newsletter mensile? A cadenza settimanale? Su quali argomenti? In questo modo fornirete un servizio ad hoc.

Social media: Posta spesso, ogni volta che puoi. La chiave di successo con il pubblico sui social media è di essere presente quando ci sono loro. Twitter si sa è una conversazione sempre attiva. In qualsiasi momento della giornata, la gente è lì a twittare e condividere. Una tattica per essere sempre presenti anche quando non si può è utilizzare TweetDeck o HootSuite.

 

Ho letto questo articolo di David Edelman e l’ho trovato molto curioso.

Stravolge il concetto del funnel delle vendite.

Teoria interessante che si basa su: Ricerca, valuta, compra, analizza, condivide.

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“It’s a pretty simple concept really but clients like it because this visual highlights and isolates the most important aspects of the journey.

  1. Consider: What brands/products do consumers have in mind as they contemplate a purchase?
  2. Evaluate: Consumers gather information to narrow their choices.
  3. Buy: Consumers decide on a brand and buy it.
  4. Post-purchase: Consumers reflect on the buying experience, creating expectations/considerations that will inform a subsequent purchase
  5. Advocate: Consumers tell others about the product or service they bought.”

Leggete l’articolo originale al link http://cmsoforum.mckinsey.com/article/winning-the-consumer-decision-journey

 

marketingando, marketing, referenze, fidelizzazioneFidelizzare un cliente non è un processo semplice ma avevamo visto insieme alcune regole che potevano aiutare.

I programmi di fidelizzazione si sa, vanno tarati di anno in anno, di stagione in stagione in base al nostro prodotto.

Ma ci sono aziende che non lo fanno e che continuano a proporre gli stessi benefit nel tempo rischiando di fare dei danni.

E’ quello che è successo a American Airlines e a Quantas, due compagnie aeree che applicano regole del tutto discutibili. Leggete la storia di Hal Brierley - presidente esecutivo e capo dell’architettura di fidelizzazione di Brierley + Partners.

In ogni Carta Fedeltà ben studiata è importantissimo dare un giusto valore ai punti o agli incentivi che si danno ai propri clienti, non dimenticatelo mai.